Ci sono uomini che nascono per diventare leggende. C’è chi nasce con il talento per la musica, per l’arte, per la pittura o per la letteratura. C’è invece chi nasce per trasmettere emozioni ‘semplicemente’ calciando un pallone.
Diego Armando Maradona è stato, senza se e senza ma, il miglior calciatore di tutti i tempi, un dio, un genio, unico, inarrivabile, inimitabile e irraggiungibile.
La sua morte improvvisa e purtroppo, per certi versi quasi annunciata, ha travolto il mercoledì 25 novembre 2020 (ricorrenza della morte di altri due ‘rivoluzionari’ come Geroge Best e Fidel Castro) il mondo del calcio e dello sport, lasciando in tutti un grande senso di tristezza.
Maradona se n’è andato a soli 60 anni (compiuti il 30 ottobre) dopo aver regalato meraviglie in campo, momenti unici apprezzati da tifosi e avversari: subire un gol dal Pibe de Oro non era solamente delusione ma anche stupore e meraviglia.
I suoi gol infatti, anche quelli più facili e ‘banali’, erano frutto di movimenti e intuizioni che solo un extraterrestre come lui poteva esprimere.

Il suo esordio in Italia avvenne sul manto erboso dello Stadio Bentegodi di Verona il 16 settembre 1984.
Quel giorno per lui ci fu tanta curiosità ma poca gloria: Hans Peter Briegel lo cancellò grazie ad una marcatura pressochè perfetta.
Quel Verona vinse lo scudetto mentre quel Napoli iniziò a gettare le basi per diventare il MaradoNapoli che poi vinse i campionati 1986-1987 e nel 1989-1990.

Maradona vinse praticamente da solo anche Mondiale del 1986, caricandosi sulle spalle un’Argentina forte ma non eccezionale. Epici e leggendari i suoi gol all’Inghilterra, uno scartando praticamente tutta la squadra avversaria e l’altro anticipando il portiere con la sua Mano de Dios.
Il Maradona uomo ha vissuto sempre border line, facendo delle scelte che nessuno, soprattutto ora che non c’è più, ha il diritto di giudicare; di sicuro ha sbagliato ma è altrettanto certo che quei suoi errori li ha pagati acaro prezzo.

Dieguito va quindi ricordato esclusivamente come il Campione che ha saputo trasformare il calcio in uno spettacolo unico, magico e incantato, il folletto che ha animato il pallone come nessuno ha mai fatto. E come nessuno, probabilmente, mai farà.
Adios Dieguito

Alberto Cristani