Un festival diverso dal solito, un festival diffuso: Per la prima volta Tocatì si svolgerà in 13 borghi italiani oltre che nel centro storico di Verona, dove sarà organizzato nel rispetto delle ordinanze e linee guida vigenti in materia di tutela della salute pubblica.
In questa diciottesima edizione Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada diventa un festival diffuso: dal 18 al 20 Settembre intraprenderemo un viaggio alla scoperta di Borghi minori ma immensi, dalla cultura ricca, molti dei quali già riconosciuti come siti UNESCO o come borghi più belli d’Italia.

Saperi artigianali, musica tradizionale, ma sopra a tutto i Giochi e Sport Tradizionali: pratiche senza tempo che ci accompagnano a scoprire la penisola italiana.
Si parte da Nord: con lo sport tradizionale dello Tsan, in Valle d’Aosta. Un gioco simile al baseball che si pratica nei prati scoscesi tra Montjovet e Aosta, in Val d’Ayas e in Valtournenche.

Ci spostiamo in Piemonte, nelle Langhe, per un gioco tutto al femminile. Siamo a Farigliano, al confine con il sito UNESCO “Paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”. I birilli di Farigliano: un gioco tradizionale che consiste nel lanciare una grossa boccia di legno con lo scopo di abbattere nove bije (grandi birilli) alti circa un metro, la forma degli strumenti di gioco si dice rimandi alla fertilità.

Arriviamo in Lombardia, in provincia di Cremona, a Casalmaggiore dove a rotolare – per davvero – è una grossa rotoballa di paglia, spinta da giocatori di età media 25 anni. È con questo gioco che l’Associazione Oltrefossa fa rivivere un’antica pratica che nel ‘900 vedeva i mugnai del cremonese sostituire le grosse macine dei mulini ad acqua facendole rotolare lungo gli argini del fiume.

Restiamo in acqua per seguire la competizione delle remiere a Burano, Venezia. Imbarcazioni tradizionali di voga alla veneta si sfidano in velocità tra Malamocco e Burano e ci accompagnano a scoprire un gioco e sport tradizionale che sempre più ha fatto riscoprire il piacere di andare a remi e in molti casi anche a vela.
Due lanci a Pilote, gioco che ricorda la Pelota Valenciana, ci portano a conoscere una comunità ludica di ragazzi e ragazze dai 14 anni in sù intenti a lanciarsi e rilanciarsi con le mani una palla di pelle e fibra di canapa. Siamo a Gemona del Friuli, in provincia di Udine.

Percorrendo la penisola italiana a Ovest, invece, incontriamo nuovamente una comunità ludica femminile: la comunità del gioco tradizionale delle noci. Ci troviamo a Monterosso al Mare, nel contesto di uno dei più famosi siti UNESCO del Parco Nazionale delle cinque Terre. È qui che possiamo ammirare la maestria dei lanci delle giocatrici monterossine, intente a colpire le noci delle concorrenti per accaparrarsi un prezioso bottino per preparare il caratteristico pesto.

Sempre di cibo si parla, ma questa volta di formaggio, per la precisione di cacio. Anche a Pienza, nel Parco della Val d’Orcia, il gioco è legato alla cultura del territorio e del cibo tradizionale: per questo, in questa edizione di Tocatì, scopriremo il gioco del Cacio al Fuso, che deriva dall’antica usanza dei pastori di battere sulla forma di formaggio per testarne la qualità.

Per giocare con la destrezza e l’equilibrio incontriamo invece le stupefacenti comunità di gioco dei Trampolieri di Schieti e le giocatrici di Corsa con la Cannata. Due pratiche diverse, entrambe con origini remote. A Schieti andare sui trampoli ricorda l’antica necessità di muoversi in zone paludose; ad Arpino, un borgo adagiato ai piedi dell’Appennino centrale, è invece il bisogno delle donne ciociare di portare l’acqua in paese che si è trasformato in pratica ludica. Si corre con grandi anfore di terracotta colme d’acqua sul capo, sfidandosi in vere e proprie competizioni.

Siamo a Sud quando incontriamo a Montebello Jonico, in provincia di Reggio Calabria, un folto gruppo di giocatori di tutte le età intenti a lanciare dei birilli di legno – brigghja – per accaparrarsi le monete poste a debita distanza, sopra a un birillo da abbattere.

Il viaggio si chiude nelle Isole, dove un formaggio rotolante, il Maiorchino, ci invita a scoprire i viottoli in discesa di Novara di Sicilia, in provincia di Messina, dove gli abitanti si sfidano a lanciare la forma il più distante possibile, pratica che rimanda anche in questo caso all’usanza dei contadini di testare le forme di formaggio. Ultima tappa a Ollolai, in provincia di Nuoro, Sardegna, per mettersi alla prova con una tecnica di lotta sarda tradizionale che un tempo era considerata una manifestazione di virilità: S’Istrumpa.

Nel territorio veronese, per la prima volta al festival, il Zugo de l’Ovo della piccola comunità di Sezano, in Valpantena. Coppie preferibilmente miste, di ogni età, si lanciano ripetutamente un uovo crudo con le mani. Vince la coppia che, eliminate le altre, resterà con l’uovo integro.

Una pluralità di pratiche rituali e ludiche attraverso cui raccontare la penisola italiana, un Tocatì diffuso per riscoprirla con spirito ludico e occhi curiosi nonostante il periodo che stiamo attraversando a livello nazionale e globale.