È davvero difficile scrivere qualcosa di originale sul Coronavirus (o Covid-19, chiamatelo come volete…), virus che da quasi tre mesi è entrato a gamba tesa nelle nostre vite, imponendoci un cambio radicale delle nostre abitudini.
Ci abbiamo provato a evitarlo/esorcizzarlo: prima facendo finta che fosse una semplice influenza stagionale, poi dicendo che in pochi giorni sarebbe #andatotuttobene (con tanto di arcobaleni e serenate sui balconi) e infine disobbedendo alle restrizioni dimostrando che il senso civico, per una parte della popolazione, è utile solo per le esigenze personali.
Il Covid-19, giorno dopo giorno, ci ha fatto però capire che le regole della partita le dettava (e le detta) lui.
Non voglio entrare nel merito di cosa si poteva fare e di cosa si è fatto (e si sta facendo) per evitare/limitare i i danni. Certo è che un’emergenza del genere nessuno se l’aspettava e poteva prevederla.

Per quanto riguarda l’aspetto socio-economico, questa pandemia lascerà nel nostro Paese, e nel resto del mondo, una ferita che riusciremo a sanare solo con il sacrificio e la pazienza di tutti. Ripeto: di tutti.
Nei prossimi mesi dovremo rivedere molte delle nostre vecchie (e non per forza giuste) abitudini.
Un esempio su tutti: lo stare insieme non sarà più un semplice momento di conviviale spensieratezza: distanze di sicurezza, mascherine, gel alcolici, guanti e pannelli vari ci impediranno di abbracciarci, stringerci le mani, di stare vicini.
E cambierà pure il modo di lavorare, fare la spesa, andare in palestra, al ristorante, in vacanza, al cinema, dal barbiere, dalla parrucchiera.

Anche praticare sport – e assistere ad eventi sportivi – non sarà più come prima. Ad oggi i campionati sono (quasi tutti…) annullati, dalle eccellenze ai dilettanti, con buona pace di classifiche, scudetti, promozioni e retrocessioni.
Ripartire presenta numerosi punti di domanda. In tal senso il Coni Veneto – con una lettera inviata al Presidente Zaia in data 21 aprile – ha espresso i dubbi e presentato le richieste affinché si possa cercare di programmare l’attività pro, dilettantistica, amatoriale e giovanile per la stagione 2020/2021. Si attendono risposte.

Lo sport, è un comparto tra i più massacrati dal Covid-19 e in Italia vale l’1,7% del Pil, quantificabile in 30 miliardi di euro, che diventano il doppio se si considera anche l’indotto. L’impatto sull’economia nazionale sarà quindi davvero considerevole.
Che fare? La formula ‘magica’, soprattutto se non arrivano risposte concrete da chi deve rimettere in piedi lo sport e, in generale, tutta l’economia italiana.

Usando un gergo sportivo, probabilmente la cosa migliore da fare in questo momento è affidarsi a un propositivo tiki-taka (termine spagnolo tiki-taka con il quale si indica uno stile di gioco caratterizzato da una lunga serie di passaggi ravvicinati svolti con estrema calma in modo da imporre il proprio possesso di palla per la maggior parte della durata della partita n.d.r) mixato con una buona dose di attendistica melina (tattica di gioco consistente nel trattenere a lungo la palla mediante ripetuti passaggi da un giocatore all’altro allo scopo di far passare il tempo e conservare il risultato favorevole conseguito n.d.r.). Perchè quello che conta, soprattutto in questo momento, portare a casa il risultato.

Tradotto in linguaggio comune: organizziamoci per ripartire, non buttiamoci a capofitto su nuove avventate iniziative ma nemmeno trinceriamoci in un controproducente immobilismo. Facciamo trascorrere questo tempo ma non sprechiamolo. Risparmiamo ma allo stesso tempo investiamo in aggiornamento e nuovi strumenti di comunicazione.
Confidiamo nelle Istituzioni ma, allo stesso tempo, rimbocchiamoci le maniche. Non andrà tutto bene, ma non sarà nemmeno una disfatta.
Il nostro futuro passa da questi step ma anche dalla mentalità sportiva perchè si scende in campo sempre per vincere, anche se l’avversario è più forte. E per farlo non basta solo correre ma serve intelligenza, tecnica, preparazione, coraggio. E anche un po’ di culo. Che, in questi casi, non guasta mai.

Alberto Cristani