Anche il mondo dello sport veneto fa i conti con l’emergenza Coronavirus. I decreti del Governo hanno imposto lo stop a ogni attività e ancora è presto per capire quando realmente si potrà tornare in campo. Nel momento di massima difficoltà l’unico strumento disponibile è l’unione. Si può battere il Covid-19 solo facendo squadra e remando tutti nella stessa direzione. Ne è convinto anche il presidente del Coni Veneto Gianfranco Bardelle, che analizza così la difficile situazione.
“Lo sport” – spiega Bardelle – “è una componente importante per una regione come la nostra. Oltre il 40 per cento della popolazione pratica sport, ci sono più di 200mila volontari che si impegnano ogni giorno nelle nostre società e decine e decine di famiglie vivono grazie allo sport – premette il numero uno dello sport veneto – Per questo, inizialmente non è stato facile recepire i messaggi arrivati dal governo. Però nel giro di pochi giorni la risposta degli sportivi veneti è stata importante. Si può continuare a fare sport anche a casa, in giardino, a distanza di sicurezza dagli altri. In questo momento serve la massima attenzione da parte di tutti. Cerchiamo di rimanere in casa il più possibile e seguiamo diligentemente le direttive che ci vengono date dal Governo”.

Il Presidente Regionale Coni, Gianfranco Bardelle, ha partecipato in video conferenza ad un tavolo regionale convocato dall’assessore allo sport veneto Cristiano Corazzari lo scorso 17 marzo.
Un momento di confronto per analizzare tutte le problematiche connesse con l’emergenza Covid-19. Non ultime quelle di carattere economico.

“Bloccare completamente lo sport” – aggiunge il presidente del Coni Veneto – “significa mettere in grossa difficoltà tutte le realtà che operano e vivono grazie a questo settore. Dopo questo periodo le società sportive faticheranno molto a trovare nuovi sponsor. L’80% dei nostri impianti sportivi è in gestione a privati che ora, dopo la chiusura totale, sono letteralmente in ginocchio. E poi, naturalmente, c’è il turismo. Intere aree della nostra regione hanno nello sport un volano irrinunciabile, anche grazie manifestazioni consolidate. E’ indispensabile che Governo e Regione Veneto prendano in considerazione aiuti a tutte le società impegnate nell’organizzazione di eventi sportivi importanti per il nostro territorio”.

Fare previsioni in questo momento è molto difficile. Ma con le Olimpiadi di Tokio all’orizzonte è difficile non pensare anche agli scenari più negativi. Sul punto il presidente del Coni Veneto sembra avere le idee chiare: “Temo la situazione non si risolverà a breve. Conosciamo ancora troppo poco di questo virus. A mio giudizio le Olimpiadi sono a rischio. I mesi che precedono i giochi da sempre sono fondamentali; in questo periodo si tengono tutti i principali tornei di qualificazione. Ora che è tutto fermo, mi chiedo quali atleti andrebbero a Tokio per giocarsi le medaglie? Penso sia molto meglio pensare fin da ora a un rinvio al 2021. Prima viene la salute, poi le Olimpiadi”.

Nel concordare il con il Presidente Regionale Coni, il Delegato Provinciale – Stefano Gnesato – sottolinea che: “lo Sport veronese, pur non essendo mai stato coinvolto negli incontri riguardanti questa epidemia, si è immediatamente adeguato con grande disponibilità e senza mai polemizzare con tutte le disposizioni emanate”.

“Certamente” – evidenzia Bardelle – “anche per tutto il mondo sportivo, il conto da pagare (tasse, mancati introiti, sponsorizzazioni, affitti, canoni energia elettrica, telefono…) al termine di questa tragedia sarà salato, molto salato. Si parla spesso che lo Sport è un servizio sociale, aiuta a prevenire o curare molte patologie, è un potenziale strumento educativo, un traino per l’economia, il turismo, per questo ritengo sia ora inderogabile che venga trattato adeguatamente come merita”.

Conclude il Delegato Coni Verona Gnesato: “Mi permetto di rivolgere un sincero ringraziamento ai miei collaboratori, ai Presidenti e Delegati Provinciali delle Federazioni Sportive, Discipline Associate, Enti di Promozione Sportiva, Associazioni benemerite, società sportive e Assessorati allo Sport con i quali, nonostante le difficoltà del momento, attraverso i moderni mezzi di comunicazione abbiamo saputo fare, e continuiamo a fare, squadra confrontarci costantemente“.