l 5 febbraio 1956 chiudevano i VII Giochi olimpici invernali a Cortina e il 23 febbraio del 1985, 29 anni dopo, calava il sipario internazionale sul Trampolino Italia durante la XII Universiade invernale.

Da quel momento il trampolino olimpico di Zuel divenne un monumento, un simbolo che accoglie chi giunge a Cortina d’Ampezzo provenendo da Sud.

I lavori iniziarono il 15 aprile 1955 e vennero completati in 5 mesi: quando venne inaugurato, l’ingegnere Pier Luigi Nervi ne sottolineò la struttura frutto della tecnologia più avanzata e il design prestigioso all’interno di un paesaggio senza pari.

Lungo 83 metri, supportato da una colonna di 48 metri, il Trampolino si erge con la sua forma slanciata in un’area – con scorci e vedute incantevoli – in grado di accogliere 40.000 spettatori.

Il progetto fu opera del Professor Piero Pozzati e il direttore della costruzione fu Guglielmo Holzer di Bolzano, assistito da Alfredo Spampani di Cortina. Molti esperti in aerodinamica vennero interpellati, tra cui Federico Terschak: autore di scritti sull’alpinismo e delle guide turistiche della Regina delle Dolomiti a inizio Novecento, punto di riferimento nel mondo del Bob a Cortina e non solo, fu in grado di plasmare la realtà sportiva, turistica e sociale della conca in molteplici occasioni.

Nella disciplina del salto Cortina può vantare una grande tradizione sportiva, che affonda le radici nel XIX secolo. La prima competizione venne ospitata nel 1913 sotto l’Impero austroungarico e nel 1923 venne costruito a Zuel il Trampolino Franchetti, in omaggio al Barone Carlo Franchetti di Venezia che ne supportò economicamente la realizzazione. La struttura, in legno, venne modificata nel 1926 e demolita nel 1939 per dare vita al primo Trampolino Italia, che venne utilizzato sino al “nuovo” Trampolino Italia, protagonista delle Olimpiadi del 1956 (fonte: “Cortina olimpica” di Massimo Spampani, Ed. Renografica, 2005).