Guido Rizzo Presidente Venezia Triathlon

Venezia, citta d’acqua, di terra e… di triathlon. Viene facile abbinare il centro lagunare a una disciplina che rappresenta tre sport: nuoto, ciclismo e corsa a piedi. A rappresentare nel migliore dei modi questa attività c’è l’ASD Venezia Triathlon. Guido Rizzo ce ne racconta storia ed attività.

“L’Associazione” – spiega il presidente del sodalizio veneziano – “è nata nel 1998, come società di biathlon. Negli ultimi anni ha avuto un buon incremento di soci e un certo sviluppo di attività. Propagandiamo lo sport, facendo agonismo ed organizzano eventi sportivi. Abbiamo 120 iscritti, di cui in buona parte triatleti, ma anche tanti podisti. Nel novanta per cento dei casi sono soci provenienti dal Lido di Venezia, dove si trova il nostro quartier generale e dove si svolgono prevalentemente gli allenamenti. Ci appoggiamo comunque alle varie piscine che ci sono attorno. Però non mancano anche puntate in bicicletta sulle Dolomiti, sul Montello e Colli Euganei. Le gare si svolgono nelle belle stagioni, ma anche durante l’inverno siamo attivi, facendo allenamenti collegiali, oppure gare di nuoto o di corsa”.

Chi è il vostro atleta di spicco?
«Massimo Guadagni: fa parte della nostra società sin dall’inizio, è un veneziano che dagli anni Ottanta fino al 2000 ha fatto parte della nazionale di triathlon. È stato il primo e penso l’unico atleta a conquistare una medaglia (bronzo) ai campionati mondiali di triathlon lungo. Tuttora è attivo come  amatore, con risultati di livello nazionale. Poi abbiamo lanciato Gianmaria Tiozzo, che negli anni scorsi ha vinto un ironman ed ha gareggiato pure lui alle Hawaii».

E Guido Rizzo come si è avvicinato a questa multidisciplina?
«Ho iniziato molto tardi, anche se ormai sono tredici anni che lo pratico. Mi sono appassionato perché avevo alcuni amici impegnati in questa attività. Prima giocavo a tennis, poi ho iniziato a correre. Quando sono riuscito a trovare il tempo per allenarmi, ho cominciato a fare qualche piccola gara, e da lì non mi sono più fermato. Questo, a parer mio, è uno sport che diverte tantissimo, non ci si annoia praticando un’unica disciplina. Inoltre ci si infortuna di meno anche grazie al nuoto che aiuta molto a diminuire il peso e lo sforzo muscolare. Diventa triatleta soprattutto chi ha già fatto un altro sport, in particolare chi ha frequentato le piscine».

Non mancano gli impegni organizzativi…
«Abbiamo ripreso da due anni il Triathlon del Lido, che ha una storia trentennale: fu inizialmente voluto dal conte Alvise Vitturi, uno dei massimi organizzatori europei del settore, che la portò avanti sino 2005. È  un Triathlon Sprint che viene disputato il primo maggio, e la sua caratteristica principale è questa: si nuota in laguna, non in mare, per 750 metri, si percorrono 20 chilometri in bici nel versante in cui si vede Piazza San Marco e infine si corrono 5 chilometri nella zona tra la pineta degli Alberoni, la diga, sino alla riviera citata. Non è facile organizzare un evento del genere, sia perché stiamo parlando di un percorso molto articolato, sia perché le spese facilmente lievitano. A tal proposito sarebbe molto importante che a livello di amministrazione locale la si smettesse di riversare sull’organizzazione gli oneri per il controllo del percorso e soprattutto sarebbe bello che da parte dei cittadini ci fossero meno lamentele per qualche strada chiusa per poche ore…».

Lo spopolamento di Venezia quanto incide sulla vostra attività?
«Negli ultimi tre anni stiamo costruendo una squadra giovanile. Anche se abbiamo un bacino molto ristretto dal quale attingere, stiamo lavorando molto con le scuole portando, in un paio del nostro territorio, il duathlon. In estate organizziamo degli appuntamenti finalizzati a questo obiettivo. In questo modo siamo riusciti a raccogliere 6-7 giovani atleti, di età compresa tra i 10 e i 15 anni, che partecipano a qualche gara sul territorio nazionale».

Uno slogan per invitare tutti, giovani e meno giovani, a praticare questa disciplina?
«Provate il triathlon perché è lo sport più divertente che ci sia e in più è quello che ti da più soddisfazione quando tagli il traguardo!».

Andrea Martucci