Le incantevoli Dolomiti hanno fatto da cornice oggi, martedì 10 settembre, alla celebrazione eucaristica svoltasi oggi sul monte Faloria a Cortina d’Ampezzo, nel luogo esatto dove sarà issata entro fine anno la croce astile raffigurante Papa Wojtyla contratto nella sofferenza del mondo e una mano tesa verso Dio che lo accoglie.
La funzione è stata celebrata dall’arcivescovo di Cracovia S.E. Monsignor Marek Jedraszewski alla presenza di Don Maurizio Viviani Direttore del Museo Diocesano di Verona e di Don Ivano Brambilla parroco di Cortina. Presente anche Lino Zani, l’alpinista che accompagnò Papa Giovanni Paolo II, grande sportivo e amante della montagna, durante le sue lunghe camminate nei sentieri dolomiciti.
Alta 18 metri e unica di questa misura, la croce è stata realizzata dallo scultore romano Andrea Trisciuzzi, che ne ha prodotte altre sette da 2,20 metri su indicazione di Giovanni Paolo II.
Simbolo del cristianesimo, la croce ricorda il sacrificio di Gesù e, soprattutto nelle processioni, sormonta un’asta retta da chi apre il corteo di fedeli. Alla base della croce astile è scolpita una figura umana ripiegata su se stessa e sullo stelo figure di uomini si arrampicano verso Cristo: un particolare interpretazione del dolore e dell’incontro di persone che alleviano e spartiscono il peso della sofferenza.
La croce astile era da anni dimenticata in uno scantinato e grazie all’intraprendenza di Mirko Zanini – titolare del Pepperone Restaurant Sport & Cafè e museo dello sport di San Giovanni Lupatoto (Verona), dove al suo interno si possono ammirare alcune reliquie di San Giovanni Paolo II – è stata riportata alla luce del mondo.
E questa sera, proprio Pepperone Restaurant Sport & Cafè, l’arcivescovo di Cracovia S.E. Monsignor Marek Jedraszewski riceverà il premio San Giovanni Paolo II alla presenza del Vescovo di Verona S.E. Mons. Zenti.

Alberto Cristani