RICHARD CARAPAZ voto 10: certo è facile dare il massimo dei voti al vincitore ma lo scalatore della Movistar ha vinto 2 tappe, è l’unico dei big che non ha mai dato segni di cedimento in salita, ha ben diretto la squadra e ha poi naturalmente vinto – primo ecuadoriano della storia – il Giro…. praticamente perfetto

VINCENZO NIBALI voto 9: anche qui il voto sembra banale, ma parliamo di un corridore che nelle ultime sei edizioni del Giro d’Italia è salito sul podio sempre: 2 volte primo, 2 volte secondo. 2 volte terzo. A 34 anni e dopo il brutto infortunio patito lo scorso anno al Tour, lo Squalo aveva forse bisogno di risposte e questa corsa gli ha confermato che è ancora tra i grandi.

MIKEL LANDA voto 8: è un peccato che il basco abbia vestito la stessa casacca di Carapaz – per poco forse, dato che il ciclomercato dà l’ecuadoriamo vicino alla Ineos – che lo ha “costretto” al gioco di squadra limitandone l’azione personale. Come già al Tour 2017, rimane giù dal podio al Giro 2018 per uno scarto minimo. Tuttavia è stato insieme a Carapaz il migliore sulle montagne.

PRIMOZ ROGLIC voto 7: Al netto di qualche errore tattico, ha fatto un Giro eccezionale: 2 tappe vinte, tanti giorni in rosa e terzo posto agguantato all’ultimo, per mezzo di una crono fatta con le energie in riserva. Tutto questo nonostante la squadra lo abbia lasciato sempre allo scoperto in salita e addirittura l’ammiraglia lo abbia abbandonato quando ha avuto problemi meccanici sul Civiglio, nella cui discesa è pure caduto. Lo sloveno è forte, sarà un brutto cliente per tutti in futuro.

MIGUEL ANGEL LOPEZ voto 6: “Superman” era venuto quest’anno con ben altre ambizioni non rispecchiate dal settimo posto conclusivo. Non è arrivato in condizioni ottimali ma è stato molto bersagliato dalla sfortuna tra incidenti meccanici e cadute, con il clou arrivato quando un cretino troppo agitato a bordo strada (Voto 0!!!)  lo ha fatto scivolare nei momenti decisivi della penultima tappa, facendogli perdere terreno. Il colombiano però è certamente un campione, si rifarà, per ra si accontenta della maglia bianca di miglior giovane per il secondo anno di fila.

DAVIDE FORMOLO ed ELIA VIVIANI voto 5: obiettivo mancato per entrambi i veronesi a questo Giro d’Italia. Lo scalatore di Negrar ha terminato al 15esimo posto e non ha confermato le belle sensazioni dello scorso anno, quando era entrato nei primi 10. Discorso diverso per il campione italiano: pur piazzandosi non ha mai avuto il guizzo vincente e nell’unica tappa vinta di Orbetello è stato declassato. Questo ha inciso sul morale, però esplosività e sinergie col suo treno non erano al top.

SIMON YATES voto 4: ” il favorito sono io, se fossi al posto dei miei avversati avrei paura”. Così aveva dichiarato il britannico alla crono di Bologna, forte anche del successo sfiorato al Giro 2018. Chiude invece il Giro 2019 ottavo con quasi otto minuti di distacco. Felice Gimondi gli avrebbe detto “Poche chiacchere e menare”.

Menzione speciale da 10 e lode va ad alcuni protagonisti italiani di quest’edizione. Giulio Ciccone ha un grande potenziale, oltre ad essere maglia azzurra 2019 si è aggiudicato la tappa del Mortirolo. Valerio Conti invece ha portato qualche giorno la maglia rosa e nel nubifragio della crono di San Marino si è difeso in maniera eroica. Bellissimi poi i successi di Fausto Masnada, Cesare Benedetti e Damiano Cima, che in giorni diversi hanno compiuto autentiche imprese. Non c’è un italiano in classifica generale nei primi 10 a parte Nibali, ma alcuni di questi ragazzi ci fanno bene sperare per il futuro tricolore nelle corse a tappe.

Fabrizio Sambugar