La stagione sportiva 2018-2019 volge al termine e i campionati, di eccellenza e dilettantistici vanno in archivio lasciando spazio al riposo, alla programmazione e a nuovi obiettivi.
Purtroppo, da qualche anno a questa parte, soprattutto per quanto riguarda il calcio (anche se altre discipline, ahimè, si stanno ‘allineando’…) il responso maturato sul campo lascia spazio ad altre dinamiche che di sportivo hanno ben poco.
L’ultimo esempio ci arriva dalla retrocessione ‘a tavolino’ del Palermo, una vicenda che rasenta, anzi supera di gran lunga, il farsesco.

Umiliare una squadra che sul campo si era conquistata con merito l’accesso ai playoff (e che, con molta probabilità, sarebbe stata promossa in serie A…) è una sconfitta per lo sport in generale, un’onta che difficilmente si riuscirà a cancellare.
Attenzione, ho scritto squadra, ovvero un gruppo di giocatori e di tecnici che hanno raggiunto, giocando, una posizione di prestigio classifica.
Diverso invece è il discorso quando si parla della società Palermo, ovvero del gruppo di dirigenti che, barando, ha inquinato e di fatto annullato il risultato sportivo.
Le domanda sono tante: “Non si poteva controllare prima lo stato societario del Palermo calcio?”. “Non si poteva evitare di arrivare a fine stagione per ‘castigare’ una cattiva gestione che si protrae da anni?”. “Che colpa ne hanno i giocatori e i tecnici?”.

Non è tutto. Un’altra pagliacciata all’italiana è stata messa in scena anche nella parte bassa della classifica di serie B; infatti la retrocessione del Foggia in Lega Pro (risultato maturato sul campo) è stato rimesso in discussione dopo il ricorso della società.
Questi continui colpi di scena (al momento di andare in stampa il Tar ha accolto le richieste del Foggia e quindi i playout, che in un primo momento erano stati annullati, tornano di attualità con buona pace di squadre come il Venezia e la Salernitana che avevano iniziato a programmare la serie B 2019-2020 n.d.r.) stanno producendo un unico devastante effetto, ovvero il disinnamoramento nei confronti del calcio .
Ricorsi, Tar, Giustizia sportiva, Collegio di garanzia, ripescaggi, penalizzazioni: questo è sport?

E’ così difficile effettuare controlli approfonditi e dare il via libera alle iscrizioni solo quando i conti sono veramente in regola?.
La domanda è semplice, quasi banale ma nessuno non è in grado (o non vuole) dare una risposta. I motivi? Tanti, talmente tanti che dobbiamo accontentarci di assistere, inermi, alla deriva del calcio, sport che in passato ci ha fatto sognare ma che, se la situazione non cambierà radicalmente, promette di riservarci soltanto incubi.

Alberto Cristani