Undicesima tappa del Giro intrisa di ricorrenze quella che si è corsa da Carpi a Novi Ligure. Nei 221 Km soleggiati di questa frazione pianeggiante si celebravano ben 3 centenari: quelli prettamente ciclistici che accumunano la nascita del campionissimo Fausto Coppi e la prima vittoria di Costante Girardengo (entrambi originari della zona di Novi Ligure), e quello invece giornalistico che ricorda la nascita dell’indiscusso maestro Gianni Brera. A quest’ultimo è stato dedicato il traguardo volante di San Zenone Po, suo paese natio, sul quale sono transitati per primi Mirco Maestri ed il solito duo composto da Damiano Cima e Marco Frapporti (per lui già oltre 800km di fuga in questa edizione). Era stata concessa loro libera uscita dal gruppo già dallo start, con un copione che però è ben definito in queste tipologie di tracciati: i corridori dietro dapprima fanno l’ “elastico”, con i battistrada, tenuti nè troppo vicini nè troppo lontani, e poi procedono ineluttabilmente al riassorbimento del distacco in prossimità del traguardo. E così puntualmente accade, con il terzetto ripreso a 25km dall’arrivo grazie soprattutto al contributo di Deceuninck-QuickStep, Groupama-FDJ e Lotto Soudal, squadre impegnate a fare l’andatura per portare in volata i propri sprinter. Sul rettilineo finale vince di nuovo il folletto Caleb Ewan, davanti a Demare e Ackermann, segnato nel fisico dalla caduta di Modena. Il francese, pur arrivando secondo, per effetto dei punti accumulati in precedenza toglie ad Ackermann la leadership nella classifica a punti, quindi veste oggi la maglia ciclamino, mentre la rosa è ancora appannaggio di Valerio Conti. Quarto posto per uno spento Elia Viviani, che opta alla fine per ritirarsi dalla corsa. “Sono deluso non arrabbiato, mi fermo qui – dichiara il campione veronese all’ANSA – si vede chiaramente che non sono sereno. Probabilmente devo staccare e recuperare energie mentali”. Ritiro – già annunciato in precedenza – anche per l’australiano Ewan, trionfatore di giornata.

Oggi però si inizia a fare sul serio. Nella Cuneo – Pinerolo i chilometri da percorrere sono “solo” 158 ma si affronterà l’inedita salita di Montoso, primo GPM di 1a categoria della corsa. 9km di pendenza oltre il 9% con punte del 14 porteranno a scollinare a circa 1200 metri di altitudine: a quel punto rimangono ancora 28 km da pedalare per arrivare a Pinerolo. Yates e Lopez sanno che per recuperare devono attaccare Roglic, per tutti l’uomo da battere, così come anche Formolo, che potrà correre su un terreno a lui congeniale. Nibali dal canto suo può permettersi di aspettare gli eventi e giocare di rimessa, ha esperienza da vendere e solitamente cresce di condizione col passare dei giorni. Tuttavia, se le acque si faranno agitate, tutti dovranno cominciare a preoccuparsi dello “Squalo”.
Fabrizio Sambugar
Foto: Viviani si ritira dal Giro 2019 al termine dell’undicesima tappa (Credist ANSA)