Ricomincia con una tappa facile, dopo il giorno di riposo, il Giro d’Italia edizione n° 102. La decima tappa che portava la carovana rosa da Ravenna a Modena contava solo 145 km ed interamente pianeggiante, con un lungo e ampio rettilineo finale. Tappa inequivocabilmente disegnata per i velocisti. La corsa segue il copione prestabilito: praticamente subito dopo il via partono in fuga in 2, Luca Covili della Bardiani-CSF ed il giapponese Hatsuyama della Nippo Vini Fantini Faizanè. Il gruppo controlla e “passeggia” sotto i 40 Km/h, nessuno ha voglia di sprecare energie, anche perchè le squadre dei velocisti giocano con i 2 fuoriusciti al gatto col topo, mantenendo un ragionevole ritardo fino al momento di fare su serio. Nemmeno il meteo – ieri finalmente non ostile – dà una mano a Covili ed Hatsuyama, che vengono ripresi a 30km dall’arrivo. A questo punto il gruppo si compatta, coi team degli sprinter ben supportati dagli uomini di Roglic e Nibali che tengono davanti ed al coperto i loro capitani. Quando mancano 2 Km tenta il colpo da finisseur Ventoso della CCC, che non senza difficoltà viene ripreso. In prossimità dello striscione dell’ultimo km poi il colpo di scena: c’è una caduta davanti in cui vengono coinvolti alcuni velocisti tra cui il favorito Ackermann ed il giovane Matteo Boschetti. Quest’ultimo tiene tutti col fiato sospeso perchè, dopo essere volato a terra, perde i sensi per qualche secondo. Davanti però non si ferma la bagarre, con l’atteso Elia Viviani che si mette a ruota di Caleb Ewan. Il “Profeta” lo salta, ma non può nulla contro un sontuoso Arnaud Demare partitogli di lato che vince di forza la sua prima tappa, pilotato alla perfezione dagli uomini della Groupama-FDJ. Ancora una delusione per il campione veronese, per la terza volta sul secondo gradino del podio in questo Giro. Come ha già dichiarato, sfumato l’obiettivo di arrivare a Verona con la maglia ciclamino (vinta nel 2018), potrebbe ritirarsi dalla corsa dopo l’arrivo di oggi, per dedicarsi a preparare il resto della stagione.

Per ora invariata la classifica generale con Valerio Conti che conserva senza alcun patema la maglia rosa, che con ogni probabilità sarà ancora sua dopo la tappa quasi fotocopia di quella odierna in programma oggi. Si pedalerà di più, per 221 km, ma sempre totalmente in pianura, senza strappi di alcun tipo. SI parte da Carpi alla volta della mitica – ciclisticamente parlando – Novi Ligure, terra che ha dato i natali ai grandissimi Costante Girardengo e Fausto Coppi. Sarà volata quasi certamente. Le montagne però ormai già si stagliano all’orizzonte e questa è una delle ultime occasioni per gli uomini veloci del gruppo per confermarsi o per prendersi una rivincita, prima che la strada inizi a farsi veramente dura.

Fabrizio Sambugar
Nella foto: Demare vince la decima tappa del Giro credits: Yuzuru SUNADA