Stavolta sono i tifosi della Spagna a celebrare la vittoria di un conterraneo, in questo giro che su 7 tappe ha già visto vincere corridori di 6 nazionalità diverse (l’eccezione è la Germania, sul gradino più alto del podio 2 volte grazie al bis di Ackermann). La Vasto – L’Aquila di 185 Km entrerà nel palmarès del basco Pello Bilbao, che precede sul traguardo il francese Gallopin ed il veronese Davide Formolo, uomo di classifica – decimo al Giro 2018 – che riesce nel suo obiettivo di accorciare in classifica generale su Roglic. Lo sloveno ex maglia rosa, anche se 12esimo (appaiato appunto a Formolo) con oltre 5 minuti di ritardo dalla testa, è per tutti l’uomo da battere. Ma veniamo alla cronaca della settima frazione, finalmente rischiarata dal sole e percorsa, nonostante i saliscendi, ad una media incredibile di oltre 45 km orari. Sono tanti i tentativi di fuga all’inizio, controllati a fatica dal gruppo: dopo i distacchi pesanti rimediati a S. Giovanni Rotondo, tutti adesso si marcano stretti e non viene più concesso grande spazio. Dopo nemmeno 1/3 del percorso il Giro perde un altro protagonista – dopo Dumoulin – col ritiro di Fernando Gaviria per un problema fisico. Il velocista colombiano torna a casa con la vittoria a tavolino ottenuta ad Orbetello dopo il declassamento di Viviani. A 100km dall’arrivo si stacca finalmente la fuga giusta, con una decina di corridori in caccia. Si incarica di tamponare immediatamente la squadra della maglia rosa, la UAE Emirates, perchè tra i fuggitivi si è infilato Josè Rojas, secondo nella generale. Gli strappi conclusivi scremano gli attaccanti e nel finale a tre ha la meglio appunto lo spagnolo Bilbao, che anticipa gli altri 2 compagni rimasti dalla fuga. Capoclassifica resta ancora Valerio Conti che arriva con poco più di un minuto di ritardo e mantiene 1’32” su Rojas e 1’41” su Giovanni Carboni, che indossa la maglia bianca di miglior giovane.

Oggi la corsa riparte dalla Tortoreto Lido-Pesaro, con 239 km la tappa più lunga della competizione. Dopo i primi 140km costieri e privi di asperità arrivano nell’ordine 3 GPM: Monte della Mattera, Monteluro e Gabicce Monte, con finale sul Monte San Bartolo e arrivo posto al termine di una discesa corta ma molto tecnica. E’ il terreno di gioco ideale per qualche colpo da finisseur o da fughe di giornata. Salvo crisi inaspettate, la strada non è ancora abbastanza dura per fare veramente selezione, probabilmente i big cercheranno di controllarsi a vicenda.

Fabrizio Sambugar
Foto: Bilbao vince la tappa 7 del Giro d’Italia 2019