Finale con colpo di scena alla terza tappa del Giro 2019, 220km ondulati ma sostanzialmente privi di difficoltà che hanno portato il gruppo da Vinci ad Orbetello. Poche le emozioni prima della complicata volata conclusiva: subito dopo il via è partito l’attacco solitario di Sho Hatsuyama, campione nazionale giapponese, in classifica 171° su 175, con già oltre 15 minuti di ritardo sulla maglia rosa Roglic. Il nipponico della Nippo-Vini Fantini-Faizanè se né andato in solitaria, arrivando ad accumulare anche 7 minuti sul plotone che inseguiva e che lo ha ripreso a 75km dall’arrivo. Gruppo compatto quindi fino al rettilineo di Orbetello, con le squadre dei velocisti che hanno imposto un ritmo impossibile (punte di oltre 60Km/h nei chilometri finali) per portare i loro uomini migliori davanti. Ben supportate dalla Jumbo-Visma di Roglic e dalla Bahrain-Merida di Nibali che hanno tenuto in testa al riparo da pericoli i loro capitani. Altro arrivo in volata quindi dopo quello di ieri, con la Bora Hansgrohe di nuovo in evidenza per pilotare Ackermann alla caccia del bis. Stavolta però alla sua ruota si materializza Elia Viviani: c’è molto vento contrario quindi il “Profeta” intelligentemente rimane alle spalle del tedesco fino all’ultimo, lo lascia esaurire e poi, scartandogli di lato, piazza lo sprint decisivo. Nell’uscire però dalla scia del velocista della Bora il campione veronese modifica troppo la sua traiettoria e finisce per chiudere irregolarmente Matteo Moschetti che si stava lanciando. Per questo all’arrivo la giuria ha un veloce consulto e punisce la manovra pericolosa, declassando l’italiano e cambiando la classifica finale di tappa che vede Gaviria primo (non festeggia il colombiano, che molto sportivamente ritiene quella della giuria una decisione estrema), Demare secondo e l’onnipresente Ackermann terzo.

Dopo il secondo posto di Fucecchio, continua quindi il momento sfortunato di Elia Viviani, che pure in questi 2 arrivi in volata ha dimostrato di essere in grande forma e sicuramente l’uomo da battere. Oggi si continua con la quarta tappa Orbetello-Frascati, vallonata quanto basta ma non insidiosa nel percorso: tuttavia l’arrivo posto alla fine di uno strappo da 2Km potrebbe già costringere i big ad uscire allo scoperto.

Fabrizio Sambugar
Foto: Viviani taglia per primo il traguardo alla terza tappa del Giro (foto Lapresse)