La corsa rosa parla tedesco alla prima volata della 102esima edizione.
Il tedesco Pascal Ackermann si è infatti imposto ieri nella seconda tappa, che con i suoi 205 Km ha portato il gruppo da Bologna a Fucecchio, città natale del grande Indro Montanelli. La frazione dedicata a Gino Bartali come da copione ha riservato le emozioni ai chilometri finali: prima avevano tentato la sorte in 8, con la classica fuga di giornata, ripresa però a pochi km dall’arrivo. Sugli scudi Ciccone, già maglia azzurra di miglior scalatore, che ha conquistato punti nei GPM per rafforzare la sua posizione in questa personale classifica. Quando il gruppo si è messo a fare sul serio però il vantaggio si è via via ristretto, fino ad annullarsi a circa 7 Km dalla fine, con i gregari delle varie squadre che hanno cominciato a tirare per portare il loro velocista nelle posizioni in testa al plotone.

Elia Viviani, che non ha un “treno” all’altezza delle squadre migliori in questo giro, ha battezzato la ruota dell’ex compagno di squadra Gaviria che però è rimasto piantato, mentre Ackermann sprintava sull’altro lato della strada. Nonostante un repentino cambio di scia del campione veronese e l’inizio di rimonta, l’ormai lanciatissimo tedesco della Bora Hansgrohe lo ha preceduto sulla linea d’arrivo. Terzo l’australiano Cadel Ewans, quarto uno spento Gaviria. Invariate le prime posizioni della classifica generale, con la maglia rosa ancora sulle spalle dello sloveno Roglic che si è giovato del lavoro degli altri team per il controllo della corsa. Oggi terza gara: si parte da Vinci – in omaggio ai 500 anni dalla morte del genio di Leonardo – e dopo 220 km si arriva ad Orbetello. Il percorso ondulato non dovrebbe cambiare le previsioni, che sono quelle di un arrivo in volata: Viviani e le altre ruote veloci del gruppo avranno subito l’occasione per rifarsi.

Fabrizio Sambugar
Nella foto Pascal Ackermann vince la prima tappa in linea del Giro d’Italia – Foto Ansa