Per “Pedro” ed Emanuele Baldaccini il debutto all’87° Rallye Monte-Carlo non è iniziato nel migliore dei modi. L’equipaggio della Daytona Race era cosciente delle difficoltà che andava ad incontrare scendendo in gara contro i migliori equipaggi del panorama mondiale, ma purtroppo fin dall’avvio di giovedì sera il confronto diretto in una delle gare più affascinanti del panorama rallystico iridato è stato subito ostacolato da una serie di inconvenienti tecnici manifestati dalla loro Hyundai i20 R5 tra cui anche l’appannamento di una parte del parabrezza che impediva la visuale sul lato destro del tracciato.
La giornata di oggi non iniziava meglio in quanto la scelta giusta di pneumatici per la prova di apertura si rivelava inutile in quanto la speciale veniva annullata, con l’equipaggio che di conseguenza si ritrovava nella prova successiva con le gomme inadatte al fondo stradale.
A questo si riproponevano i problemi tecnici manifestatisi la sera precedente.
Quando verso la fine della giornata le cose stavano prendendo il verso giusto, sulla settima prova speciale in programma, una pietra sulla traiettoria durante una discesa da quinta piena forava un pneumatico e costringeva “Pedro” ed Emanuele Baldaccini a sostituire la gomma in prova, chiudendo poi con tre gomme da asciutto ed una chiodata.

“L’avvio non è stato come speravamo – spiega a caldo “Pedro” – sapevamo che era una gara dura, ma dover lottare per quasi tutto il tempo prima con i problemi tecnici e solo poi con gli avversari non ci ha certo permesso di fare il rally come volevamo. A questo dobbiamo aggiungere che in molte occasioni sembra di correre su fondo sterrato e non su asfalto, le vetture davanti a noi, soprattutto le WRC Plus demoliscono letteralmente il fondo, e questo crea ancora più problemi nella scelta di gomme.”
Anche in questa situazione non proprio felice il pilota bresciano però non demorde: “Non vediamo l’ora di ripartire, il nostro obbiettivo è macinare più chilometri possibile, le prove speciali che abbiamo affrontato in questi primi due giorni sono degne della fama che le accompagnano – prosegue – in Italia non ho mai visto tratti cronometrati così difficili, è una grande esperienza, difficilissima: provare solo durante i passaggi consentiti e poi gettarsi a capofitto su queste prove richiede una grandissima competenza, le regole sono ferree, ed a me piacciono così, siamo al mondiale e vogliamo viverlo il più possibile.”