Verrà presentata sabato 15 settembre alla Fraglia Vela Desenzano la XII edizione del Progetto Itaca, iniziativa promossa dall’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma Sezione di Brescia con la collaborazione delle Associazioni amiche Ail Verona, Ail Lecco, Ail Bergamo.
«Siamo felici di partecipare anche quest’anno a un’iniziativa davvero mirabile, che si ripete grazie alla tenacia del dottor Giuseppe Navoni, consigliere Fraglia Vela Desenzano per diversi anni e sempre impegnato sul fronte delle attività solidali», afferma la presidente FVD Romana Fosson.
Lo sport velico, per le particolari e uniche condizioni in cui viene svolta e per gli stimoli che offre, nel corso degli anni si è rivelata un valido strumento terapeutico per persone con diverse disabilità e patologie. La riabilitazione assume in questo progetto un valore fondamentale della terapia onco-ematologica ed è per questo che l’Ail si impegna di offrire a chi ha vissuto l’esperienza della malattia la possibilità di vivere una giornata con importanti stimoli ambientali e simbolici.
Il Circuito di Itaca 2018 è salpato lo scorso 19 maggio dall’Associazione Nautica Sebina, che in collaborazione con Circolo Velico Controvento aveva tenuto a battesimo  le veleggiate, promosse dall’Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, sezione di Brescia, con a capo il dottor Giuseppe Navoni, la collaborazione delle associazioni amiche “Ail Verona”, “Ail Lecco”, “Ail Bergamo”; undici uscite tra Benaco, Sebino, Lario e Ceresio.

ll Progetto Itaca è nato nel 2006 e porta avanti l’idea di un giovane paziente amante della vela, Andrea Zani. che ha dato tutto il suo cuore per uno straordinario messaggio di vita che oggi, tutto l’equipaggio, si impegna continuare.
Una collaborazione che prende vita grazie alla sinergia tra l’Oncologia Medica e l’Ematologia degli Spedali Civili di Brescia, impegnati ormai da anni con Ail di Brescia, la Fraglia Vela di Desenzano e il Circolo Vela di Gargnano. Un’equipe unita dal cuore grande di ogni membro: due o tre pazienti, un medico, un infermiere, uno psicologo e uno skipper prenderanno il largo assaporando per qualche ora la libertà che si prova in barca a vela.
Secondo alcuni studi, a pagare le conseguenze di una malattia importante non è solo il paziente, ma anche le persone che gli stanno accanto. Per questo motivo si è pensato a un modo per alleviare il peso, almeno psicologico, che la malattia porta. La velaterapia è volta a migliorare la qualità della vita dei pazienti che, in varie fasi del proprio percorso di guarigione, si trovano ad affrontare questa difficile battaglia.
La barca a vela quindi nelle giornate come quelle del prossimo 15 settembre non è solo sport, ma anche un modo per affrontare nuove sfide. Il nome del progetto prende spunto proprio dal viaggio di Ulisse diretto verso la patria, così come i pazienti di Onco-ematologia che si trovano ad affrontare un “mare aperto”, come quello di Ulisse, senza sapere quali insidie e pericoli troveranno sul proprio percorso. Nonostante i possibili imprevisti che potranno trovare sulla strada l’obiettivo deve rimanere uno: arrivare al prossimo porto.