Il 2016 per lo sport veronese è stato un anno davvero intenso, ricco di spunti, di eventi e di risultati importanti. Quando parlo di risultati non intendo classifiche e vittorie bensì di quella serie di componenti che permettono ad una disciplina – o più in generale a tutto un movimento – di crescere a livello di visibilità e di praticanti. In questa direzione vanno senz’altro gli eventi organizzati da Coni Verona e Ufficio sport e tempo libero della Curia di Verona: Natale dello sportivo e Natale intercomunale di Ronco all’Adige sono stati due momenti di grande unità sia dal punto di vista spirituale che sotto il profilo sportivo. Società, campioni, dirigenti, giovani atleti, istituzioni insieme per lanciare un unico importante messaggio: lo sport unisce e diverte.
Niente campanilismi (sebbene ognuno, giustamente, rivendichi la propria identità con i suoi simboli e colori) e niente individualità; una unica grande squadra dove ognuno ci mette del suo per elevare ai massimi livelli i valori trasmessi dalla pratica sportiva. Ecco, io partirei proprio da questi due eventi per programmare il 2017 sportivo di SportDi+, o meglio confermare la linea editoriale del nostro giornale che entra (mamma mia come vola il tempo…) nel suo 9° anno di vita. Anche per quest’anno le nostre pagine sono a disposizione di tutti, ma proprio tutti, coloro che vivono lo sport. Ma cosa significa vivere lo sport?
In questi anni ho/abbiamo avuto la fortuna di entrare e conoscere da vicino tante realtà ma soprattutto di scoprire come il mondo dello sport sia un riferimento importante per la società e per le singole comunità. Si parla spesso, correttamente, di aiutare i nostri bambini a praticare sport, perché ‘ti fa bene’ e perché ‘ti fa stare con gli amici’. E fin qui nulla da dire. Ma poi subentrano gli adulti, e queste belle parole – come per magia – si trasformano in ‘devi vincere’ e ‘devi diventare il più bravo’. E qui mi fermo. Perché tanti hanno detto tanto su questo tema (sport e giovani) e quindi, ulteriori parole, potrebbero essere solo retorica. Faccio però un salto in avanti, generazionalmente parlando, e sposto l’obiettivo sullo sport degli over quella categoria di atleti che decidono di uscire dal torpore e dallo stress della vita quotidiana ritagliandosi uno spazio tutto loro per dedicarsi al loro ben-essere. Calcetto, corsetta, bicicletta, palestra, tennis; tante sono le situazioni che garantiscono agli ‘enta’ e agli ‘anta’ di ritrovare dinamismo e freschezza fisica e mentale. Molte volte, poi, per quanto riguarda gli sport di squadra, il tutto termina con una bella pizzetta-birretta in allegria. Allora mi chiedo: perché l’adulto non trasmette ai più piccoli questi valori (birretta esclusa, per quella c’è tempo…) invece di scaricare su di loro tensioni inutili legate principalmente alla ‘necessità’ di vincere e di eccellere? Cosa scatta nella testa di certi genitori, gli stessi che magari la domenica mattina vanno a correre per il gusto di muoversi, senza la pretesa di arrivare primi? Essere competitivi è una condizione sine qua non nella pratica sportiva, è fuori discussione, ma esserlo non significa essere sempre i migliori. Ecco perché sono sempre più convinto che il ‘vero’ sport non sia quello dei bambini e dei giovani bensì quello praticato dagli adulti, magari quelli un po’ sovrappeso e con la pancetta, che lo fanno quasi esclusivamente per stare in forma. Il giovane invece fa sport, si perché gli piace, ma anche perché spinto dall’adulto ad entrare in un contesto dove, sempre lo stesso adulto, gli insegna che ciò che conta è la vittoria. Convenite con me che c’è qualcosa che non torna? Non credo ci sia altro da aggiungere. Non ho una risposta sul come cambiare questa situazione ne tantomeno ho una soluzione ‘last minute’.
Credo però sia importante che l’adulto continui ad essere sportivo e che si ricordi, quando si trova difronte a un ragazzino, di trasmettergli in primis le sensazioni positive che prova quando, la domenica, a mente libera e con il sorriso sulle labbra, si trova a giocare/correre con i suoi amici. Già questo sarebbe un grande passo in avanti…

Alberto Cristani