Calzedonia, con Sora tre punti per mantenere il 4° posto

Ci sono volute quasi due ore di gioco e quattro set perchè Calzedonia alzasse le mani al cielo (3-1), contro una Sora che non ha lasciato nulla agli avversari e ha combattuto a testa alta su ogni pallone.
Grbic sceglie di mandare in campo Spirito in regia, Stern opposto, Maar e Marretta schiacciatori, Pajenk e Birarelli al centro, Pesaresi libero.
Pajenk dà il la alla gara con un ace, ma i gialloblu sbagliano qualcosa di troppo e Petkovic picchia forte in battuta: Sora strappa il primo break (3-7). Grbic manda in campo Manavinhezad al posto di Maar ed è proprio con la battuta dell’iraniano che Calzedonia inizia la rimonta, che passa per un muro di Stern e un primo tempo di Pajenk e un errore dei frusinate (9-9). La battuta di Birarelli mette in difficoltà la ricezione di Sora, i padroni di casa ne approfittano per imporre il proprio ritmo di gioco (13-10). Sugli scambi finali Sora accorcia le distanze fermando Stern a muro (20-19), infine trova l’equilibrio con un errore di Birarelli (23-23). Altre due imprecisioni in ricezione mettono il set nelle mani di Sora (23-25).

Nel secondo set Grbic rimanda in campo Maar e con lui in diagonale Jaeschke. L’inizio è equilibrato, Sora, però, rompe il ghiaccio con un muro di Caneschi (10-12), Stern aggancia gli avversari con un attacco in diagonale (15-15). Una pipe di Maar firma il sorpasso gialloblu (18-16), e lo stesso canadese allunga il vantaggio con un muro (20-17).  È Jaeschke a chiudere i conti, sfruttando un errore della ricezione avversaria (25-20).
Verona  piazza un break in apertura di terzo parziale, con un mezzo ace di Pajenk finalizzato da Birarelli (5-3), ma Sora ritorna in pari subito con un ace (5-5). Ci pensa Maar: batte forte e con una pipe spinge in suoi sul 8-6. Sora ribalta il punteggio con un buon lavoro dei suoi attaccanti (13-15) e allunga (14-18). È di nuovo l’entrata di Manavinhezad a dare la svolta al punteggio e il suo turno in battuta firma la rimonta gialloblu (18-18). Equilibrio di nuovo nel finale, ma è capitan Birarelli, con un muro, a consegnare il vantaggio a Verona (27-25).

Stessa storia nel quarto set: equilibrio nella fase iniziale, Sora dopo due chiamate al video check si porta davanti (8-6), ma Manavinhezad con un muro e un ace rimette Calzedonia in carreggiata (8-8). Sora guadagna ancora una volta il vantaggio di due punti, i gialloblu inseguono ed è Jaeschke a firmare il pareggio (16-16). Un ace di Caneschi permette a Sora di prendere un buon vantaggio (20-22), un errore di Petkovic e uno di Nielsen mandano avanti Verona (23-22) e si arriva di nuovo ai vantaggi. Dopo un finale infinito, con continui ribaltamenti di punteggio, la gara finisce com’era iniziata: un ace di Pajenk ed è festa all’AGSM Forum (31-29).

CALZEDONIA VERONA – BIOSÌ INDEXA SORA  3-1 (23-25, 25-20, 27-25, 29-31)
Calzedonia Verona: Spirito 2, Stern 13, Jaeschke 18, Birarelli 5, Pajenk 10, Manavinezhad 15, Pesaresi (L), Maar 12, Marretta 1, n.e:  Paolucci, Grozdanov, Frigo (L). All. Grbic
Biosì Indexa Sora: Caneschi 10, Petkovic 29, Rosso 12, Fey 1, Seganov 4, Nielsen 10, Mauti (L), Penning 2, Marrazzo 1, Santucci (L), Mattei 1, n.e:  Lucarelli, Duncan-Thibault. All. Barbiero
Arbitri: Bartolini-Puecher

STATISTICHE
CALZEDONIA VERONA: Attacco 52%, Ricezione 42% (perfetta 17%), Muri  10,  Battute: ace 4, sbagliate 21
BIOSÌ INDEXA SORA: Attacco 44% , Ricezione 39% (perfetta 11%), Muri 10, Battute: ace 9, sbagliate 17

MVP: Javad Manavinhezad – Spettatori: 2.384– Durata dei set: 25’ , 24’ , 29’, 28’- Totale: 116’

DICHIARAZIONI
Nikola Grbic (Calzedonia Verona): “L’unica cosa da salvare sono i 3 punti, comunque importantissimi. Siamo stati poco lucidi nei momenti chiave e devo capirne il motivo. Dobbiamo riprendere subito la corsa non c’è tempo per pause perché andiamo a Monza e poi la Coppa CEV…”
Dusan Petkovic (Biosì Indexa Sora): “Peccato, abbiamo giocato dando tutto sapendo di affrontare una squadra fortissima. Rimane la soddisfazione di averli messi in difficoltà. Abbiano giocato a tratti molto bene tenendo i ritmi alti sempre e restando lucidi sfruttando i loro momenti di calo”