Luca Campedelli: “Mondiali di scherma grande vetrina per Verona”

Un presidente a bordo pedana. La scherma è una parte importante della vita di Luca Campedelli, presidente dell’A.C. Chievo Verona e del Comitato organizzatore di Verona 2018, ma anche grande appassionato dello sport più medagliato d’Italia a livello Olimpico. Un passione che affonda le sue radici fin dall’infanzia e che pian piano è cresciuta fino a diventare un che di irrinunciabile. E che lo ha portato a lanciarsi in questa grande avventura die Campionati Mondiali Cadetti e Giovani di Verona 2018.

Come è nata l’idea dei Mondiali a Verona?
L’idea è nata quasi per scherzo, parlando con Alessandro Cecchinato. Gli ho chiesto se secondo lui poteva essere fattibile portare a Verona i Campionati Mondiali Cadetti e giovani e lui mi ha detto che sì, si poteva provare. Dopodiché abbiamo girato l’idea al Presidente della Federazione Italian Scherma Giorgio Scarso che l’ha subito sposata con grande entusiasmo e quindi abbiamo cominciato a lavorare su questa grande avventura.

Ora che il sogno si è trasformato in realtà, quali sono le sensazioni?
Questa sicuramente è una grande responsabilità per noi, perché dobbiamo fare bella figura ma soprattutto dobbiamo farla fare al movimento schermistico italiano. E quindi dobbiamo lavorare duramente per essere al top nel momento in cui inizierà l’evento e durante tutto l’arco della sua durata.

Come si sta preparando Verona ad ospitare il Mondiale?
La città è meravigliosa e merita di essere visitata. Inoltre abbiamo scelto un luogo di gara (il Cattolica Center, ndr) che a mio parere è uno dei migliori che si potevano avere per ospitare questa manifestazione. Speriamo che i fatti ci diano ragione su tutti i fronti.

Dietro alla decisione di regalare a Verona questo evento, c’è la sua grande passione per la scherma. Da dove nasce?
Seguo la scherma fin da quando ero piccolo, anche se purtroppo non ho mai avuto modo di praticarla, perché all’epoca c’erano poche possibilità. I miei inizi pratici sono stati con la scherma storica e da lì a quella sportiva il passo è stato brevissimo. In quel momento è scattato l’amore totale per lo sport ma anche per l’ambiente della scherma. Ora la pratico tutti i giorni in cui mi è possibile farlo, è diventata una vera droga e non riesco a farne a meno.

Cosa la affascina di più di questo sport?
Tutto l’ambiente, la bellezza dello sport. E il fatto che, comunque vada, alla fine ci si saluta da quasi amici, diciamo così. Tutto finisce con l’assalto a prescindere dal risultato della pedana.