Motomondiale Brno: Repubblica…cieca!

Che dire di un Gran premio pazzo come questo? Che come sempre c’è chi ci sguazza e chi invece ci affonda. Chi ci sguazza alla grande è il solito Marquez, che in occasioni simili non sbaglia un colpo e centra sempre l’obiettivo grosso. Parte da una strategia sbagliata ma è incredibile il suo fiuto in situazioni simili. Inutile recriminare, lui c’è sempre. Lo stesso dicasi per Honda, che gestisce al meglio i cambi e piazza una doppietta dominante. Inversa la strada di Yamaha, che annega letteralmente e ancora una volta. Non è possibile una gestione così perché si buttano punti pesantissimi. Equivale anche la Ducati, imbarazzante ai box nel cambio moto. Ci guadagna molto invece Luhti, che vince il Gp dopo aver rischiato di prendere un’altra batosta.
Fa il gambero Morbidelli, che non rischia (pure troppo!) e si vede dimezzato il suo vantaggio. Letteralmente preoccupanti i ragazzi della Moto3: solo Fenati tiene alta la bandiera, del resto della promettente truppa non si vedono che pallide tracce.

La mia personale e accaldata pagellina della Repubblica Ceca
Voto 10 – Marquez: in condizioni simili non sbaglia un colpo, da un errore di strategia si avvia al largo in un mondiale comunque aperto: impeccabile;
Voto 9 – Honda: dopo la batosta dì Suzuka si riscatta su una pista amica e piazza una doppietta sia in pista che ai box, dove domina con la strategia;
Voto 8 – Luhti: redivivo dopo il crollo sull’asciutto, si rilancia in Moto2 con la sua prima vittoria stagionale. Combattivo.
Voto 7 – Fenati: unico italiano a saper combattere in pista e non solo a parole, consistente ma sempre condannato al secondo posto!
Voto 6 – Vinales: porta a casa un podio ma vorrebbe di più. In lotta per il mondiale ma in discesa come consistenza, dopo l’introduzione del nuovo telaio;
Voto 5 – Rossi: media fra una continua emorragia di punti in occasioni simili ed una rimontona che ci fa sognare una vittoria sull’asciutto. Punti buttati via;
Voto 4 – Italiani in Moto3: dispersi come soldati al fronte, non si hanno tracce ne sussulti. In discesa verticale dopo un avvio molto promettente;
Voto 3 – Yamaha: canna clamorosamente la strategia flag to flag, e ogni volta è la stessa solfa. Non può un team del suo prestigio fare queste figure;
Voto 2 – A. Espargaro: taglia la strada a Iannone e subisce una penalità. Queste cose sono assai pericolose eh!
Voto 1 – Ducati e Suzuki: arriva il cambio moto ma le gomme non ci sono. Incredibile a dirsi ma succede. Dai ragazzi, che i piloti sono gente che va di fretta;
Voto 0 – Gestione stampa: molti organi di informazione si lamentano della gestione delle interviste e della polizia del posto: nel 2017 è incredibile!
Pietro Guadagnini